Creative Commons. Creatività in libertà
Le più diffuse licenze di libera distribuzione come enzima del processo creativo 2.0
Facoltà di Scienze della Comunicazione
Corso di laurea in Scienze e Tecnologie della Comunicazione
RELATORE
Prof. Alberto Marinelli
CORRELATORE
Prof. Francesco D’Amato
A/A 2009-2010
Sessione Luglio 2010
139 pagine
Come avrete intuito dal titolo si parla di questioni quanto mai scottanti, pane quotidiano di questo nefasto periodo; in tutta sincerità pochi ne parlano veramente bene e sapendo almeno un po'.
Copyright, no-copyright, pirateria, diritto o permesso d'autore?
Condivisione, contenuti digitali liberi e leggi incomprensibili?
Riporto qui di seguito l'indice e uno stralcio dell'introduzione, sperando che vi venga voglia, non dico di leggerla, ma almeno di sfogliarla e remixarla :)
Quel periodo fervido della mia avventura universitaria ha lasciato penso per sempre un ricordo indelebile e piacevole ogni qual volta il pensiero dei miei studi mi risovviene, vivido ed emozionante... mai come in questi momenti capisco e mi convinco sempre più che proprio ciò che piace e appassiona è linfa vitale per questa nostra effimera e breve vita terrena.
CAPITOLO PRIMO
INTRODUZIONE
1. Dagli atomi ai bit
2. Tecniche di contaminazione
3. Re-generation: i ‘pirati’ all’arrembaggio
CAPITOLO SECONDO
CREATIVE COMMONS
1. Origini e struttura
2. Principi e obiettivi
3. Le licenze
4. Porting delle licenze in Italia
5. CC e SIAE: la situazione italiana
6. Altre iniziative CC
CAPITOLO TERZO
COME FUNZIONA?
1. Indicazioni e chiarimenti preliminari
2. Il wizard di scelta della licenza
CAPITOLO QUARTO
GUIDA ALLA PUBBLICAZIONE
1. Le principali risorse operative
2. On-line e off-line
3. Pubblicare l’opera sul proprio sito web con una licenza CC
4. Pubblicare con Internet Archive e l’applicazione CC Publisher
5. Pubblicare le opere in CC sui circuiti di file-sharing
6. Ulteriori risorse e piattaforme di pubblicazione in CC
7. Come trovare opere in CC?
CAPITOLO QUINTO
OLTRE LE CC
1. I principali problemi e critiche
2. Possibili campi di fioritura
3. I protagonisti: usi e pratiche degli utenti
CONCLUSIONI
La difficile via dell’equilibrio e del buon senso al riparo dagli estremismi
APPENDICE 1
COME FUNZIONA
APPENDICE 2
I “COMMONS DEED” DELLE LICENZE VERSIONE 2.5 ITALIA
APPENDICE 3
CREATIVE COMMONS FAQ ITALIANA (Frequently Asked Questions)
APPENDICE 4
DIVENTA CREATIVO
BIBLIOGRAFIA
SITOGRAFIA
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CAPITOLO PRIMO
INTRODUZIONE
Per cambiare, per diventare un’altra cosa,
dobbiamo prima sapere cosa siamo
Bruce Jun Fan Lee
1. DAGLI ATOMI AI BIT
Emerge sempre di più e si impone all’attenzione del senso comune la necessità di
interrogarsi sulla regolamentazione giuridica della creatività e sui suoi metodi nello
scenario odierno del Web 2.0 e del network onnipresente della Rete.
La cultura generata dagli utenti, detta appunto user generated contents, si origina tramite
una continua e quasi indistinguibile contaminazione tra forme, linguaggi e opere differenti.
Un esempio lampante sono i collage di film con sottofondi musicali scelti dagli utenti o gli
spettacolari video anime giapponesi o ancora i ri-doppiaggi di scene di film e serie TV che
arrivano a snaturare l’opera originaria fino a creare qualcosa di completamente diverso.
In questo diffuso ambiente di ReMix, ReCut up, MashUp e melting pot culturale, si
pongono molte questioni sul rapporto tra la normativa in materia di diritto d’autore e la
libera fruizione del sapere.
C’è un bisogno impellente avvertito dai producers creativi, ma anche dal singolo utente
che carica, personalizzandolo, il suo video musicale preferito sulla piattaforma Youtube, di
rifuggire dagli estremismi, ovvero da una parte il regime assoluto delle major e degli
intermediari che assoldano gli autori e dall’altra l’anarchia dovuta alla totale assenza di
qualsiasi forma di copyright, e trovare la via mediana, l’equilibrio contro l’estremismo
della proprietà intellettuale. Infatti “la cultura libera è il nostro passato, ma sarà il nostro
futuro soltanto se riusciremo a cambiare la strada che stiamo percorrendo ora”1.
“La creatività non sarebbe maggiormente favorita, se la componente legale del processo
creativo diventasse più lineare?”2
Una possibile risposta a questa fondamentale questione sono le Creative Commons.
Le Creative Commons Public Licenses (CCPL) sono delle licenze di diritto d'autore che si
basano sul principio “alcuni diritti riservati”.
Le CCPL rendono semplice per il titolare dei diritti d'autore segnalare in maniera chiara
che la riproduzione, diffusione e circolazione della propria opera è esplicitamente
permessa.
(...)
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